Il sindaco di Yelekebougou
Con un momento di grande festa si conclude la tournée della carovana teatrale tra le comunità rurali del Mali
Dopo le rappresentazioni, fra il 29 gennaio e il 20 febbraio, a N’Golovala, Fanafiè Coro, Kambila Village, Siramanso, Fansira – Coro, Guily, Soninkegny, M’Piebougou, Goro, Dio – Gare, Sotoli, Diago Village (oltre Bamako e Kati), il 21 febbraio nella piazza pubblica di Yelekebougou con una grande e affollatissima festa si è conclusa la tournée nei villaggi rurali del Mali di “Tunka, l’aventure”.
Lo spettacolo teatrale è stato infatti preceduto da due emozionanti momenti artistici: le danze acrobatiche del gruppo di musica e le danze tradizionali della comunità di Fanafié Coro e l’esibizione del gruppo rap Kira Kono che ha voluto eseguire una canzone creata a partire dalla campagna di comunicazione e sensibilizzazione del progetto AwArtMali sul tema della migrazione e con un videoclip in preparazione girato insieme ai giovani studenti del Liceo Mamby e altri testimonials di Kati.
La campagna di comunicazione è stata sviluppata nel progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.
Durante la festa sono intervenuti Amadou Sidibé, responsabile della ONG maliana Le Tonus che ha fornito il sostegno a tutte le attività di progetto in Mali, e il sindaco di Yelekebougou un comune particolarmente dinamico all’interno del quale si trovano molti dei villaggi coinvolti nella tourné, i quali condividono problemi economico-sociali e fiancheggiano il progetto in tutte le sue fasi, ospitando incontri, favorendo l’organizzazione di focus group e interviste. Per questo lo spettacolo era particolarmente atteso e infatti, complice anche il giorno di mercato, la partecipazione è stata al di sopra di ogni aspettativa con circa 700 persone che hanno potuto assistere alla performance della compagnia teatrale.
Fra i presenti, donne e uomini di tutte le età e moltissimi bambini – anche il sindaco di Diogare, i rappresentanti dei comuni di Kambila, Kati e Diago, gli anziani del villaggio, molti migranti di ritorno e i testimoni intervistati.
Lo spettacolo, prodotto da Farneto Teatro con il Centre Gambidi di Ouagadougou, è stato creato a partire dalle interviste che Maurizio Schmidt ha realizzato con migranti, migranti di ritorno e famiglie in Italia, Spagna e negli stessi villaggi del Mali toccati dalla tournée.
Per tutti loro è stato importante riconoscere le proprie storie e rinnovare in pubblico la propria testimonianza: le cause della partenza (in primo luogo le difficoltà economiche dei villaggi agricoli della zona), i rischi del viaggio, le difficoltà incontrate nei paesi stranieri, le espulsioni, ma anche il dramma del rientro (il senso di fallimento, il rifiuto, i problemi di reinserimento). Per il pubblico – come hanno sottolineato gli uomini e le donne intervenuti nel dibattito, che costituisce un “secondo tempo” fondamentale nel “teatro di sensibilizzazione” – è stato importante essere informato e coinvolto emotivamente attraverso il teatro e allo stesso tempo poter riflettere con gli altri e avanzare suggerimenti. Il progetto prevede infatti di rielaborare e produrre una sintesi degli interventi raccolti durante la tournée che sarà prossimamente pubblicata.
Intanto il lavoro di informazione svolto dal progetto AwArtMali, attraverso la sensibilizzazione delle popolazioni con gli strumenti della campagna e il viaggio della carovana teatrale, ha prodotto un importante risultato: a Yelekebougou è stata annunciata dai responsabili delle comunità locali di costituire un’associazione di migranti di ritorno con lo scopo di favorire la reintegrazione, avanzare progetti per il miglioramento delle condizioni economiche, collegarsi alla diaspora maliana in Europa.
La festa di Yelekebougou è stata l’occasione per un saluto e un reciproco riconoscimento de lavoro svolto fra gli operatori coinvolti nel progetto a partire dal direttore di Le Tonus Ahmadou Doumbia, al responsabile della gestione del progetto Amadou Sidibé, al coordinatore locale Moussa Souleymane Maiga, al responsabile della comunicazione Ibrahima Labass Keita e in modo particolare all’équipe di animatori composta da Aminata Traorè, Tiemoko Dembele, Satigui Cissoko che hanno avuto contatti continuativi con i villaggi per molti mesi e svolto le attività sul campo insieme alle comunità.
La festa è stata anche l’occasione per un saluto e un ringraziamento al presidente di Farneto Teatro, Maurizio Schmidt – ideatore e responsabile della parte di attività teatrali del progetto e del video documentario in preparazione – insieme a Mimma Gallina che ha curato gli aspetti logistici con la compagnia dei giovani attori africani di Tunka, diretta dal regista Luca Fusi che ha curato la messa in scena dello spettacolo teatrale.
Attraverso questa festa si è potuto trarre un bilancio del tutto positivo sui risultati già raggiunti e tracciare delle direzioni di sviluppo di future attività in favore delle popolazioni del Mali: un successo reso possibile dalla scelta del linguaggio teatrale, creativo ed artistico che ha segnato la campagna di sensibilizzazione che ha voluto cercare un dialogo diretto con le popolazioni toccate dal progetto.
Una soddisfazione che lo stesso Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea nella Repubblica del Mali, S.E. Bart Ouvry, presente a una delle rappresentazioni svolte nei quartieri di Bamako, ha voluto esprimere personalmente al direttore di Tamat ONG, coordinatore del progetto, la sua soddisfazione per il successo e la qualità dell’iniziativa in termini sia sostanziali che artistici, e inoltre la considera efficacie e portatrice di buone prospettive per le future iniziative in favore delle politiche di sviluppo per il Mali sostenute anche dai progetti finanziati dalla Commissione Europea.
AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l’asilo e l’integrazione
fondo di migrazione e integrazione dell’Unione Europea (AMIF)
AMIF2017-AG-INFO_824407
coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET
#EUfundshomeAffairs
#migrationEU
#EUandME
#migration
#awartmali
#Tama365

Il progetto è
Il progetto punta al rafforzamento delle competenze tecniche e relazionali dei cittadini presenti in Italia attraverso azioni di agricoltura inclusiva in città e attraverso un percorso di formazione che include anche lo studio della lingua italiana. Nello stesso tempo sta proseguendo la costruzione di reti territoriali che supportano il progetto per aumentare l’impatto rispetto alle comunità locali, un vero e proprio modello di cooperazione a tutte le latitudini.















PERUGIA - Venerdì 14 febbraio 2020 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la sala Cesare Pagani del Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), Tamat NGO presenta l'evento "Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l'innovazione sociale" all'interno del progetto ColtiviAmo l'integrazione, coordinato da Tamat in partenariato con Fondazione ISMU, Associazione Tetti Colorati Onlus, Robert F. Kennedy Human Ringht Italia e Cardet; finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 del Ministero dell'Interno e cofinanziato dall'Unione Europea.
Si tratta davvero di un'ottima notizia per un progetto che è stato capace di sviluppare, testare e validare una metodologia d’apprendimento per adulti sperimentando i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) come veri e propri laboratori per l’acquisizione di competenze chiave.









OUAGADOUGOU - A Ouagadougou, Burkina Faso, presso il ristorante sociale e solidale


Questo progetto, che vede come capofila TAMAT e tra i partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, si rivolge a 130 piccoli avicoltori e a 130 agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a 37km dalla capitale Ouagadougou. Il progetto vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e all'agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando anche l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Una vera e propria filiera avicola e agroalimentare. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori nel pieno della filosofia sankarista di “produrre, trasformare e consumare burkinabé”.


























Ciao sono Berberina e arrivo dall’immenso mare di sabbia del Grande Erg Orientale. Dagli “uomini liberi “ i berberi, ero molto apprezzata per le mie capacità di adattamento e la mia coda grassa di qui vado molto fiera!
















Nel corso dell’ultima missione di Tamat il Piano Strategico è stato presentato alla delegazione della Commissione Europea in Mali e al Ministero des Maliens a l’Exterieur che hanno invitato Tamat e i partner di AwArtMali a sviluppare la campagna sul territorio.













































La delegazione, composta dal capo progetto Simone Foresi e da Denisa Savulescu, rappresentante paese per il Mali dell’ONG italiana Tamat, insieme ad Elena Elia e Paolo Saglia, esperti dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi di Torino, è stata supportata nelle attività in loco dallo staff di progetto di una Ong maliana.
Gli immigranti di ritorno al paese hanno avuto l'opportunità, durante le attività, di spiegare le loro differenti disavventure sia intraprendendo la “via terrestre” con il lungo viaggio attraverso il Sahara, sia la “via mediterranea” a bordo soprattutto di imbarcazione più o meno di fortuna, per avviarsi a raggiungere l’Europa.
Il progetto AwArtMali rappresenta un'azione congiunta tra i partner di Italia, Spagna e Cipro, con l’assistenza e il supporto dell’agenzia maliana Le Tonus, che ha l'obiettivo di contribuire al cambiamento delle percezioni e del comportamento dei cittadini maliani, che considerano l’immigrazione verso l’UE come l’unica soluzione ai loro problemi economici e sociali. Il progetto si prefigge di informare i maliani sui rischi della migrazione gestita dai 






